il mio lavoro è una delle mie fortune
è una cosa che non ci si crede, tanto è bello
infatti desta stupore e ammirazione, invidia ed anche fastidio:
"davvero?? che bello..." "ma dai, che brava!!" "beata te..." "beh, lavorare è un'altra cosa.."
a farlo, io non ho mai, davvero mai, il senso di una costrizione, di una fatica improba, di un'ingiustizia o di una pena.
io vado a lavoro come andassi ad un piacevole appuntamento, come stessi per sedermi al tavolo a disegnare, come se mi attendesse la creazione di qualcosa di mio, amato, studiato e voluto
io, a volte, mi vergogno di tanta sorte ed esito a rivelare ciò che faccio.
molti anni mi ci son voluti per assumermi la responsabilità di un destino sì amico, anni in cui mi sono quasi scusata della mia fortuna, come non avessi sudato tanto e anche pianto per quel che ora ho,
anni in cui mi sembrava incredibile campare di quella che è, prima di tutto e per sempre, una grande gioia.
per quelli come me, l'equazione "lavoro=dovere faticoso" non vale
per noi, per me sicuramente, funziona piuttosto "lavoro=piacere".
immaginate una situazione che non conosca routine, assuefazione o alienazione:
ecco, il mio lavoro è così
se un giorno mai me lo togliessero- minaccia che grava su di noi con preoccupante ripetitività- sarei nei guai seri, soprattutto perché dovrei, molto probabilmente, piegarmi ad un "dovere faticoso" di cui nulla so e che fin qui mi è stato risparmiato
tutto questo non vuol dire che il mio lavoro sia semplice o banale, privo di fatica o di incertezze, inutile o leggero
al contrario
mi si richiedono allenamento, costanza, concentrazione, precisione ed alti standard
come fossi uno sportivo, un atleta
con la differenza che la mia carriera non dura 5, 10, 15 anni come quella di un agonista
no, io devo "durare" e "dare performance" per 30 anni, senza sconto
però lo faccio da 15 anni e serba per me, amante fedele e appassionato, la magia, il fascino e l'incanto, ancora, della prima volta
il mio lavoro non si fa dovunque, vi sono luoghi deputati o meglio eletti, sorta di templi consacrati ai suoi riti
eppure, alla sua origine, vi è la più antica, mistica ed ingenua delle attività, delle espressioni umane, alla quale ognuno di noi ha accesso sin dai più remoti istanti del nostro essere al mondo
a tutti è stato dato di goderne e "provarlo" nella vita e certamente più di una volta,
ma è qualcosa alla quale i più dedicano, poi, brevi momenti nel quotidiano, seppur se li concedono
al contrario, io, sono "costretta" a farlo ogni giorno, con metodo e disciplina.
il mio lavoro è cantare.
giovedì 15 maggio 2008
io e il mio lavoro
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13 commenti:
sarà mica un lavoro! ;)))
bravissima.
k
vergogna!!!!!!!
tutte in piedi alle sei del mattino ;-)))))))))))))
.
ve lo meritate, tutte, e io vi porto in un palmo di mano (soprattutto se vi vedo pittate strane e vestite con sarcofagi bizzarri ;)
l'uomo coda! l'uomo codaaaaa!!! ;)
ma cos'è l'uomo coda?
te lo racconta panda. :)
allora panda dovresti vederci in clemenza...
a me hanno detto che sembro Betty Boop..
ma è un complimento? o devo rattristarmi ancor di più?
a me sembrate bellissime in clemenza, tutte quante eccetto una che però non ho neanche visto!
ognuno ha diritto ad un nemico/a d'elezione, no?
aida di un paio di anni fa, vista da dietro le quinte. noi stavamo proprio sopra la coda di quell'essere di cui ora non ricordo la funzione. ma ricordo bene che abbiamo visto l'uomo coda entrare dentro la succitata coda!
betty boop?! voglio foto!!! :D
l'hai voluta???
l'avrai!
Questo post è bellissimo.
Non ti invidio giusto perchè anche io faccio cose che amo fare.
grazie @stellalpina, è brutta l'invidia
tu cosa fai?
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