nasciamo
e subito siamo bambini e bambine, poi ragazzi e ragazze,
di seguito diventiamo uomini e donne e così rimaniamo, ancorati alle nostre identità sessuali- salvo modifiche chirurgicamente apportate- sino alla vecchiaia.
poi alle donne succede qualcosa:
diventiamo uomini.
sì, insomma cambiamo sesso o meglio, abbandoniamo il nostro sesso, smettiamo d'esser donne.
quello che ci rende femmine, ad un certo punto della vita ci abbandona.
da lisce, sensuali, fertili, fatte di curve ed avvallamenti, che eravamo, diventiamo altro:
le linee perdono continuità ed armonia, le rughe scompongono i tratti, la pelle smarrisce la luminosità, strane macchie e peli la scolorano: noi ci trasformiamo.
anche gli uomini invecchiano e mutano, ma restano uomini.
noi invece subiamo, con gli anni, una modificazione sostanziale, impietosa ed ingiusta.
a pochissime, fortunate o tenaci, è risparmiata questa sorte.
la più parte subisce l'insulto e rare son quelle che ne escono, nel corpo, illuminate.
le donne, per destino, invecchiano male, molto peggio degli uomini.
è vero, viviamo più a lungo, ma non siam più noi.
io credo che tutto ciò sia dovuto alla nostra specifica sessuale più decisiva che è la capacità di procreare: possibilità probabilmente tanto grandiosa da richiedere- anche se non sfruttata- nel tempo, una compensazione sostanziale come il 'cambio di sesso'.
sì, è abbastanza logico, ma ciò non toglie che sia profondamente ingiusto ed arduo da vivere.
la potenza riproduttiva del maschio, teoricamente, non finisce,
così non lo priva mai del suo compito ancestrale di 'inseminatore' e 'capo del branco'.
la donna non più fertile invece, esaurendo l'attitudine ad accogliere e nutrire in sé la vita,
è obbligata fisicamente- nel corpo intendo- a 'potare se stessa'.
la donna perde una possibilità che le apparteneva e con essa un'identità fortissima e discriminante, legata al 'saper' dare la vita o non più.
è un'esigenza evolutiva della specie-uomo in generale, credo,
ma non mi capacito dello sbiadirsi della femminilità.
perché smettiamo di esser donne?
perché in noi mutano a tal punto aspetto, consistenza, colori e superfici?
è culturale questo 'passaggio', o reale, tangibilissimo come pare a me?
a cosa serve?
anche nell'uomo, certo, i tratti 'si aggravano' ma non lo fan diventare opposto, altro da sé. c'è continuità, logica, più o meno lento evolversi, nel suo divenire.
e alla fine non c'è quel cambiamento epocale che attende noi donne.
maturando ed invecchiando non perdiamo il 'posto' nel consesso umano. tutt'altro.
molti più che un tempo sono i possibili ruoli che si offrono ad una donna da una certa età in poi, e creativi, vitali!
ma, ripeto, perché dobbiamo trasformarci così?
la vecchiezza del corpo, in una donna, è più grave, è più triste, più definitiva.
è una condanna senza appello.
mi piace pensare che questa ingiustizia ingeneri fra noi donne, mentre invecchiamo, una solidarietà ed una intelligenza degli affetti, del tutto nuove:
saporosi e forti frutti di una nostra mai esaurita maternità.
venerdì 6 giugno 2008
corpo di donna
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8 commenti:
hai ragione, sai?
io non ci penso mai a queste cose. mi sembra che le cose procedano come devono procedere e che la femminilità serva fino a quando desideriamo, e incominci a cessare quando il sesso non è più così importante. forse l'aspetto è funzione del desiderio, qualcosa del genere.
in fondo spesso le donne quando hanno figli sono più soddisfatte e realizzate rispetto a quando hanno un inseminatore.
@tytania, vero?
@marchesa, certamente le cose procedono comme il faut, e sì, forse l'aspetto è funzione del desiderio ma non son così certa che invecchiare e smettere di desiderare vadano di pari passo, insomma non solo sesso femminilità e seduzione paiono, ad un certo punto, esserci interdetti, ma molto di più.
io mi sento che non vorrò ma smettere di desiderare, mai smettere di essere femmina!
comunque anche i maschi hanno la loro condanna. a volte sono così ossessionati e presi dal sesso che perdono le cose essenziali. e non lo dico tanto per fare la volpe che non arriva al tralcio.
a volpe invecchiata l'uva fresca e profumata sempre acerba rimarrà!
l'ossessione dei maschi per il sesso, entro certi limiti, mi fa ridere;
la nostra battaglia per restar donne no.
taitania: e menomale!!!
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