
oggi ho preso il taxi.
a volte mi concedo questo 'lusso', più che altro per pigrizia dal momento che ho e guido la macchina.
scendo sempre tardi quando prenoto il taxi.
benché mi innervosisca molto farmi attendere dagli sconosciuti, mi prende un'agitazione, una goffaggine insensate, guardo dalla finestra, mi pettino, controllo la borsa, penso "saran passati 5 minuti?", giro e rigiro ed inevitabilmente quando apro la portiera mi vien detto "ah, sa che me ne stavo andando? non la vedevo arrivare..."
questa volta no.
ho fatto la mia solita corsetta colpevole verso la macchina, magicamente la portiera mi è stata aperta, un'occhiata al tassista e oh, imbarazzo...
io, davanti alla bellezza, intimidisco e instupidisco.
un profilo, occhiali da vista, una polo rossa.
"sì?" "ehm.. sì,... via xxx..."
"via xxx..." "sì... sa dov'è?" "..." "zona piazza A." "ah, bene..."
esitazioni, silenzi, avevo già la testa vuota.
guardando le sue mani appoggiate al volante mi ero accorta che erano uguali alle mie, sì uguali, più grandi ma uguali e il fatto è che l'ultima volta che un uomo aveva i pollici come i miei, beh insomma mi sono innamorata e siamo stati insieme 4 anni.
mi dico, calma, guardiamo bene, che sarà mai!
caldo, manca l'aria, "posso aprire il finestrino?" "eh? sì, certo... non sapevo, sa, di solito..." di solito che, mi chiedo, armeggiando perché non trovo la manovella.
aria! meno male ha aperto lui dal davanti, "va bene così?" "più è aperto meglio è" "ah beh, bene in questo caso.."
una corsa breve, un quarto d'ora al massimo, ma dal primo minuto la mia testa ha cominciato a lavorare freneticamente per trovare qualcosa di brillante da dire. niente di più stupido, se voglio far colpo, che cercare un' idea interessante: mi venivano solo delle cose stiticissime sul tempo, il traffico... le stagioni!
ad un certo punto- dio, perché?- ho detto "qualcuno le chiede mai di seder davanti?"
non posso descrivere l'espressione del viso del bel tassista perché ne vedevo solo la nuca, ma giuro, quella nuca ha espresso una perplessità che non dimenticherò presto.
mi son sentita che ero di cristallo e che questo cristallo, sotto l'urto della mia inutile uscita, si disfaceva in una miriade di piccolissimi pezzi.
"perché- voltando un poco la testa- vuol seder davanti?" gentile, disponibile forse,
e io subito, "no no, così mi è venuta questa curiosità..", ma perché sono così goffa... "mah... qualcuno sì.. lo chiedono direttamente in centrale, quando chiamano.. ci si può anche rifiutare... è una questione di assicurazione, perchè quando chiedon di star davanti in genere non mettono neanche la cintura e poi si sa le assicurazioni, se succede qualcosa, chiedono per prima cosa se si indossava la cintura... ma a me non è mai capitato". "cosa- dico io- che glielo chiedessero o di schiantarsi con uno senza cintura?" "no, di schiantarmi..", voleva forse rassicurarmi.
non ascoltavo, pensavo che non me ne importa niente di quelli che voglion star davanti accanto al guidatore né delle assicurazioni. pensavo che avrei voluto dire una cosa intelligentissima e che lui rispondesse a tono e che scoprissimo poi di avere le stesse passioni e che...
nondimeno ho aggiunto "le persone anziane forse? mio padre che è molto vecchio si siede sempre davanti, un po' come per guidare lui". un ramo secco, secchissimo.
poi il silenzio.
io lo spiavo, da dietro, la bella testa, i polsi- sono importanti i polsi, possono essere molto virili- l'insieme del corpo, dell'abbigliamento, molto low profile: è così, alcuni nascono eleganti e l'esserne inconsapevoli li rende, ai miei occhi, inarrivabili.
intanto sentivo come un mormorio, dei suoni; guardo per vedere se la radio è accesa, non c'è radio, allora capisco: era lui che canticchiava.
ma dico, non solo sei carino da morire, ma pure canticchi così, tra te e te, come niente fosse, come fossi solo! piano piano, quasi non si sentiva, io credo non se ne rendesse conto. bellissimo.
non c'era neppure traffico accidenti, 'ché di solito a quell'ora non si circola!
e a me non veniva niente, niente di niente.
mi dicevo, ma sì... una faccia da piemontese, tutto a postino, non un guizzo, non una piega, chissà, magari è pure noioso, ma mi calava una tristezza nel cuore, altro che la neve.
lui ha continuato a canticchiarsela,
lontanissimo da ogni me, da ogni possibile noi: ma io da quel bel tassista mi sarei fatta accompagnare in capo al mondo.
lunedì 9 giugno 2008
il bel tassista
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10 commenti:
accidenti, ma cosa canticchiava? no, perchè anche i gusti musicali sono importanti!
per quanto riguarda i taxi e il sedersi davanti io una volta, forse la prima volta che ho preso un taxi in vita mia, avrò avuto 15 anni, sono salita davanti direttamente, per parità. cioè, non volevo che il tassista pensasse che lo ritenevo uno schiavo.
@tytania, non so cosa canticchiasse, era un filo di voce, ma non era ramazzotti, questo è sicuro!
ali(biale) mcbeal.
cara alibiale, sei stata fortunata! io con i taxisti ho pessime esperienze, o al massimo FOMI! mi sento presa di mira, mi dicono cose sul tempo e sul traffico e io rispondo con frasi fatte come "questa città è una giungla!". l'ho già raccontato ma forse tu non lo sai: una volta un taxista, per farmi un complimento, mi disse che sembravo la brunetta dei ricchi e poveri. Sono scoppiata a piangere, ero depressa e mi detestavo con i capelli corti!!! altre cose sono che spesso mi raccontano le barzellette, e io non le capisco e mi sforzo di ridere, ed è una tristezza... con K poi dopo le recite spesso torniamo in taxi e incominciamo a ridere...
però sono contenta per te: a me piace che alle persone piacciano gli altri; è sempre bella quella sensazione che descrivi così bene tra l'impaccio e la voglia di fare un film a luci rosse! e la tua domanda è tenerissima e mitica!
@Marchesa grazie, ma io sono una cretina totale.
@marchesa, quella della brunetta me la ricordavo. quando l'hai raccontata, ad un comple di k, dicesti questa frase: "una volta un taxista mi ha fatto piangere". ecco. è una delle frasi che mi ha fatto più ridere in vita mia! è geniale! ci rido ancora! ;D
ma che dici? io mi invaghisco praticamente tutti i giorni; quando sono corrisposta sono felice, e quando sono ignorata sono indifferente. L'importante è avere due metri di giudizio diversi per ciò che va bene e ciò che invece rimane fermo. per esempio, con il "magister" sai che ho incanalato tutta la mia energia amorosa e senza ottenere nessun risultato. ma fa lo stesso. dentro di me mi suggestiono che in fondo anche lui mi abbia amato un po'.
amicab: "una volta un taxista mi ha fatto piangere" sembra il titolo di un post. o forse l'hai già detto tu quella sera e io sono una che dice le frasi degli altri credendole proprie? oddio! non è un po' presto!?!??!
la cosa bella del blog è che gli amici ci entrano e parlano dei cazzi propri come fosse casa loro, mi fate tanto ridere!
io non mi sono mai innamorato di un tassista.
Uno però, una volta, ci ha aiutato a ristrutturare l'alloggio di un mio amico. Lui poi si è messo con la sua ragazza (questo però dopo che l'alloggio era finito)
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